l’assordare del singolo
Occupatissimi, ingorgati dei vari intrattenimenti, tentiamo – e sempre un poco, da casa, orecchiando l’esattezza spettacolare della realtà-kolossal, e comodi, corroborati molto dal giornaliero quoziente di morte (altrui), di necrofilia ecc. – ad ogni costo di vivere il presente, e di disturbare almeno qualcuno. Intanto, reagiamo con stizza alla nostra reificazione. Tanto il nostro malessere quanto l’accertabile del nostro adattarci si mischiano al generale ed interminabile chiacchierare, ad un mormorare assordante. L’“assetto economico”, fattosi adulto, intride le nostre ossa e ci fa sempre sperare in bene; irrompe in noi da tutto il corpo, sottratto da verifica in virtù di un suo saldissimo equipaggiamento teologico, imperscrutabile. Fede salda, per una tale “economia”; pone infatti impraticabile il dubitare, l’additare magari le tetre distese dei morti da fame, i criminali ecologici; e, anche, il suo potere deve benedirci con la sua incontrollabilità.
Francis Bacon, Three Studies for a Crucifixion (3)
[Francis Bacon, Human Body, 1970]
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