Tom Waits - I Don't Want To Grow Up
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Tom Waits - I Don't Want To Grow Up
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Tom Waits - Goin' Out West
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You may think the chords are going wrong
But they're not;
He just wrote it like that.
When you're listening late at night
You may think the band are not quite right
But they are, they just play it like that
It doesn't really matter what chords I play
What words I say or time of day it is
As it's only a Northern song.
It doesn't really matter what clothes I wear
Or how I fare or if my hair is brown
When it's only a Northern song.
If you think the harmony
Is a little dark and out of key
You're correct, there's nobody there.
It doesn't really matter what chords I play
What words I say or time of day it is
And I told you there's no one there.
The Beatles - Only a northern song
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The Beatles - Magical mystery tour
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Arctic Monkeys - Teddy Picker
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1. Tell Me, Momma
2. Baby Let Me Follow You Down (Eric von Schmidt)
3. Just Like Tom Thumb's Blues
4. One Too Many Mornings
5. Ballad Of A Thin Man
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Casey Jex Smith
Qurom and Their Corresponding Black Matter
22" x 22"
pen cil and color pencil on paper
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yin xiuzhen', Portable City - - Berlin, 2002Ore : 13:29
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Trovo e ripropongo da qui: "La stanza bianca" (Michelangelo Camelliti propone due poesie di Fabiano Alborghetti e le parole di presentazione de "Il presente della poesia italiana"):
L’antologia Il presente della poesia italiana (LietoColle 2006) non si disloca legata alla scelta di autori della “generazione” dei Settanta. Il trascinamento generazionale è un qualcosa […] non ammesso […]: ciò premette tante (troppe) conclusioni che si fatica molto a verificare […]. Intimo nel progetto è invece la necessità e l’esperimento di una mappatura il più possibile attendibile di quanto accade, nel tentativo di fare emergere lo spessore di voci attuali, e necessarie nel vasto panorama dei “giovani”: coloro cioè che hanno saputo accumulare credito – in virtù dei libri pubblicati e dell’interesse suscitato […]. Si è voluto considerare ed approfondire le linee di tendenza giunte a compiuta maturazione: poiché delle linee di direttiva esistono, alimentano le dislocazioni ed i posizionamenti. Si formula infatti qui un’analisi per direzioni e per macro-insiemi orientanti:
(a) L'intervento di un'esperienza, immateriale nella sua metafisica e nei suoi principi, e materica per come si presenta ai sensi, si traduce nella cognizione di un fare indirizzato “nell'immediato furente della carnalità”. […] In una prima approssimazione, qui è il corpo che è divenuto fonte prioritaria di visione del mondo, termine e metro di giudizio del reale, e oggetto costante di attenzione, limite invalicabile, sintagma percettivo.
Priorità assoluta della biologia corporea e concezione mistico-unionale del tempo sono qui i primi riferimenti.
(b) Diversa è la dimensione in cui scelgono di operare altri autori: “un orientamento che, vertendo sulla consapevolezza, intellettualmente filtrata e vissuta, del tempo storico e degli assunti ad esso collegati, cerca di elaborarne in maniera variegata i contenuti manifesti”. In chiaro, qui, è come la scrittura – con il suo voler vivere ad ogni costo il mondo contemporaneo, ed il volerlo mettere alla prova – possa esprimersi decreando, mostrando il suo produttivo venir meno: una meta-mimesi […] della grammatica di certo linguaggio della comunicazione, del grado zero di una lingua sempre più svuotata, dell’infinita polimerizzazione reale/iperreale della chiacchiera nell’attuale società dei media. Questa “fare poesia” è un esempio chiaro di come essere l’artista/il poeta “dato in pegno” al corpo sociale – e non attraverso il rivivere la società nel metro di Pasolini, o quantomeno non solo… – nel modo, spostato nell’attualissimo, dello “smascheramento concettuale”, postmoderno nel senso più leale, dei meccanismi linguistici, mediatici e istituzionali che regolano noi e il nostro tempo.
(c) Una posizione ancora ulteriore è invece schiettamente ispirata dal proprio biografismo emozionale: qui “l’attenzione è ora nella definizione dei piccoli eventi, ora nella fortezza di una sequenza giornaliera sempre uguale di consuetudini vivificate dall’altro compositivo, ora invece in una discesa ctonia nella densità di sentimenti panici e salvifici, e mai nel puro pronunciamento dell'io”.
(d) In ultimo si stagliano coloro che si rivolgono espressamente alla riflessione filosofica, che si interrogano sull'umanità che scaturirà dal presente e sulle problematiche che ineriscono a questo secolo agli inizi. La scrittura qui si richiama ad un livello superiore a quello soggettivo ed inconscio, riferendosi ad esempio a precipitati teorici post-heideggeriani o alla mistica medioevale e moderna. E’ il passo di “sottrarsi al contatto con questo continuum temporale, di porsi come indagatori autonomi oltre questa ronzante confusione evitandone in toto gli influssi. In ciò consiste la loro ricerca di una visuale privilegiata: in un tentativo non ingenuo di sottrarsi alla Storia nell'intento di edificare una contro-Storia”.
Ciò che qui si vuole è un'immagine data […] per mezzo delle gradazioni e delle diversità singolari (ma non nel modo di una varietà seminata), come si trattasse di un indirizzo sotteso, di un paesaggio delle cose.









